NON SEI ANCORA REGISTRATO?

REGISTRATI

AREA RISERVATA

Recupera password

ANMCO incontra il Presidente del Senato Elisabetta Alberti Casellati

ANMCO incontra il Presidente del Senato Elisabetta Alberti Casellati

Il Presidente ANMCO Domenico Gabrielli e il Presidente Designato ANMCO Furio Colivicchi sono stati ricevuti a Palazzo Giustiniani dalla Presidente del Senato Elisabetta Alberti Casellati, a pochi giorni dalla Giornata Nazionale per la Salute della Donna, per discutere della situazione delle donne medico italiane, delle difficoltà nella cura dei pazienti con malattie cardiovascolari emerse durante l’emergenza pandemica e del contributo delle Società medico scientifiche nel supportare i medici in prima linea.

Pubblichiamo a seguire gli estratti dalle interviste rilasciate dal Dottor Furio Colivicchi e dal Dottor Domenico Gabrielli ad Adnkronos Salute che possono essere visti ai link indicati.

"Società scientifiche sempre al fianco dei medici in prima linea"

Gabrielli

"Durante la pandemia abbiamo avuto ben chiaro quello che poteva essere il contributo delle Società medico scientifiche nel supportare i medici in prima linea, su vari piani. Dal punto di vista tecnico-scientifico, con indicazioni e protocolli, ma anche dal punto di vista della tutela medico-legale per tutti gli operatori sanitari". Lo afferma all'Adnkronos Salute Domenico Gabrielli, consigliere nazionale FISM (Federazione Italiana Società Medico Scientifiche), ricevuta questa mattina a Palazzo Giustiniani dalla Presidente del Senato Casellati, a pochi giorni dalla Giornata Nazionale per la Salute della Donna.
"Le società medico scientifiche - ricorda Gabrielli, che è anche presidente dell’Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri (ANMCO) - hanno dimostrato di poter assumere un ruolo molto importante nella gestione delle priorità scientifiche organizzative della pandemia stessa legate ai bisogni di salute espressi nei vari campi. Come ANMCO abbiamo prodotto una serie di protocolli che hanno cercato di coprire nella fase iniziale della pandemia, quella più acuta e grave, quelle che erano le problematiche più importanti emerse immediatamente. Tra queste, come trattare l'infarto miocardico acuto nel paziente positivo al Covid, come organizzare la rete delle cardiologie nell'ambito della pandemia. Non solo ANMCO ma tante altre società scientifiche hanno proposto questi lavoro di indirizzo".
"Inoltre, come FISM - aggiunge - siamo intervenuti per proporre una serie di attenzioni e aggiustamenti nei confronti del personale sanitario e di medici che si sono trovati nella prima fase di risposta alla pandemia, tipo la copertura assicurativa delle persone che prestavano la propria opera in campo sanitario".
Secondo Gabrielli il ruolo delle società scientifiche sarà decisivo anche nella fase post- Covid. "La pandemia è e sarà un evento epocale sull'organizzazione del SSN - non ha dubbi Gabrielli - perché ha fatto emergere una serie di falle che finora erano rimaste coperte grazie alla buona volontà del singolo oppure al fatto che alcune necessità non erano così impellenti come invece si sono dimostrate con l'emergenza sanitaria da SarS-CoV-2. E ancora una volta le società scientifiche sono e saranno di supporto agli organi regolatori per riorganizzare la sanità italiana".
In merito ai 15,63 miliardi per la Sanità previsti dal Piano Nazionaledi Ripresa e Resilienza (PNRR) secondo Gabrielli "non sono sufficienti per ricostruire il Servizio Sanitario Nazionale. La preoccupazione è che non bastino per modificare tutto il SSN. Conosciamo poco gli obiettivi di questi investimenti ma non basteranno per rendere attrattiva la professione medica".

Guarda l'intervista integrale

"Con pandemia aumentata la mortalità dei malati cardiovascolari"

Colivicchi

"Le malattie cardiovascolari sono la principale causa di morte nella popolazione italiana. Prima che esplodesse la pandemia queste malattie rappresentavano oltre il 50% del totale dei decessi nel nostro Paese. Con il Covid, soprattutto nella prima fase si è avuta una difficoltà di accesso dei nostri pazienti con malattie cardiovascolari alle strutture ospedaliere. Questo purtroppo ha determinato un aumento della mortalità". Lo afferma all'Adnkronos Salute Furio ColivicchiPresidente Designato dell’Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri (ANMCO), una delle società medico scientifiche affiliate alla FISM ricevute questa mattina a Palazzo Giustiniani dalla Presidente del Senato Elisabetta Alberti Casellati per discutere della situazione delle donne medico italiane e delle loro difficoltà acuite dall’emergenza pandemica.
"La cosiddetta mortalità in eccesso registrata nel periodo della pandemia - spiega Colivicchi dell'UOC Cardiologia Clinica e Riabilitativa dell'Ospedale San Filippo Neri di Roma - è in parte riconducibile all'infezione da SarS-CoV-2 ma una parte significativa è riconducibile, invece, alle malattie cardiovascolari. In particolare, infarto del miocardio acuto, scompenso cardiaco e ictus, stroke. È un problema estremamente serio che ci porteremo dietro per molto tempo perché i pazienti che sono sopravvissuti hanno una disabilità residua".
Gestire a distanza le malattie cardiovascolari, big killer non solo nel nostro Paese, non è stato facile ma la telemedicina "ha rappresentato - ammette Colivicchi - in questa fase della pandemia una risorsa straordinaria per tutte le strutture che si occupano della cura delle malattie cardiovascolari. In particolare, per i pazienti portatori di device impiantati (pacemaker, defibrillatori) ma anche più in generale per la gestione di alcuni tipi di terapie, prima fra tutte la terapia anticoagulante orale".
"La telemedicina è una risorsa importante - aggiunge - che è stata gestita in maniera intelligente in quasi tutto il Paese. Chiaramente abbiamo avuto delle difficoltà, soprattutto con i pazienti anziani che hanno problemi ad utilizzare gli strumenti tecnologici. In alcuni casi, anche solo il telefono ha rappresentato una soluzione molto efficace per gestire i problemi legati alla cronicità che molte malattie cardiovascolari hanno".
Ma se in primo momento, appena esplosa l'emergenza da SarS-CoV-2 "alcuni pazienti - ammette Colivicchi - sono morti a casa propria per paura del contagio in ospedale", fortunatamente da allora molte cose sono cambiate. "Sono state condotte delle campagne di sensibilizzazione molto forti - ricorda il cardiologo - volute dagli enti sanitari e dalle società medico scientifiche come ANMCO, iniziative che hanno promosso un accesso sicuro alle strutture ospedaliere. Non a caso, stiamo assistendo ad un incremento delle presenze sia nei Pronto Soccorso sia nei reparti ospedalieri. Siamo convinti di poter recuperare il tempo perduto".
E in merito alla vaccinazione per le categorie vulnerabili, Colivicchi non ha dubbi: "Sappiamo che in alcune regioni ci sono delle difficoltà - conclude - ma altre sono riuscite ad incrementare i programmi per i cosiddetti pazienti vulnerabili, tra cui persone con insufficienza cardiaca. Per loro è stato accelerato il percorso alla vaccinazione. È molto importante però anche informare i pazienti rispetto alla necessità di vaccinarsi. Il messaggio deve essere chiaro: la scelta del prodotto non è importante è importante che ci si sottoponga all’immunizzazione".

Guarda l'intervista integrale