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APPRO-FA DAY- Appropriatezza prescrittiva degli anticoagulanti diretti nella fibrillazione atriale non valvolare

Congresso Regionale ANMCO Toscana 2021 La Cardiologia Ospedaliera tra AC (Ante Covid) e DC (Dopo Covid) Resilienza e Rinascimento

PERIODO SVOLGIMENTO: 22 e 23 ottobre 2021

RAZIONALE:
L’Organizzazione Mondiale della Sanità ritiene che “un determinato intervento sanitario può essere considerato appropriato se il beneficio atteso in termini di salute è superiore ai possibili effetti negativi previsti, con un margine sufficiente a giustificarne la scelta”.
Per quanto riguarda i farmaci, il termine appropriatezza viene generalmente associato alla prescrizione e si riferisce ad “un corretto utilizzo” del medicinale. In generale, l’appropriatezza delle prescrizioni terapeutiche presuppone l’efficacia del farmaco, precedentemente dimostrata in idonee sperimentazioni cliniche. Inoltre, il medicinale dovrebbe essere impiegato in condizioni analoghe a quelle studiate nel corso degli studi clinici che ne hanno verificato l’efficacia e la sicurezza. Nella pratica clinica, tuttavia, risulta spesso difficile che si presentino condizioni del tutto identiche a quelle delle sperimentazioni cliniche, nelle quali i pazienti sono particolarmente selezionati e non presentano patologie concomitanti di rilievo. Questo tipo di approccio, inoltre, interamente incentrato sul farmaco, non considera il paziente, le sue attitudini nei confronti dei trattamenti farmacologici, come pure le sue autonome decisioni.
Per oltre 50 anni gli inibitori della vitamina K (VKA) sono stati gli anticoagulanti orali più utilizzati per la prevenzione di trombo-embolie in pazienti con fibrillazione atriale. L’utilizzo clinico dei VKA, tuttavia, è sempre stato limitato dal basso indice terapeutico e dalla necessità di uno stretto monitoraggio della terapia mediante la verifica dell’INR (International Normalized Ratio), che fornisce un indice affidabile della funzionalità della via estrinseca della coagulazione.
Negli ultimi 5 anni per la gestione del paziente con Fibrillazione Atriale le opzioni terapeutiche per il controllo del ritmo e per la prevenzione dell’ictus mediante anticoagulanti, sono aumentate e migliorate. Da un lato un diverso approccio per il controllo del ritmo in situazioni di emergenza e croniche dall’altro, in merito agli anticoagulanti l’ingresso di dabigatran, rivaroxaban, edoxaban hanno rivoluzionato l’approccio clinico nella prevenzione del trombo-embolismo nei pazienti con fibrillazione atriale non-valvolare. La stabilità della loro azione anticoagulante ed il più contenuto rischio emorragico rispetto ai VKA, infatti, hanno reso questi “anticoagulanti diretti” i farmaci di scelta nei pazienti con fibrillazione atriale non-valvolare.
Molto rilevante, tuttavia, resta il tema dell’appropriatezza di impiego di questi farmaci. In effetti, i criteri di scelta del farmaco anticoagulante e la decisione in merito al dosaggio più corretto risultano aspetti di particolare rilevanza nella pratica clinica. Le scelte debbono necessariamente tener conto de profilo clinico del paziente, come pure di tutte le eventuali specifiche esigenze.
Questo programma formativo si propone di approfondire i temi dell’appropriatezza di impiego clinico dei farmaci anticoagulanti diretti nel paziente con fibrillazione atriale non-valvolare, anche alla luce della pubblicazione di un Position Paper dell’ANMCO sull’argomento.

RESPONSABILE SCIENTIFICO:
Furio Colivicchi (Roma)

Programma

Accedi


OBIETTIVI FORMATIVI:
Appropriatezza delle prestazioni sanitarie, sistemi di valutazione, verifica e miglioramento dell’efficienza ed efficacia. Livelli essenziali di assistenza (LEA).

DESTINATARI DELL’ATTIVITÀ FORMATIVA:


Medici Chirurghi
Anestesia e rianimazione, Angiologia, Cardiochirurgia, Cardiologia, Chirurgia generale, Chirurgia toracica, Chirurgia vascolare, Continuità assistenziale, Cure Palliative, Direzione medica di presidio ospedaliero, Ematologia, Endocrinologia, Epidemiologia, Farmacologia e tossicologia clinica, Gastroenterologia, Genetica medica, Geriatria, Igiene, Epidemiologia e sanità pubblica, Malattie dell’apparato respiratorio, Malattie infettive, Malattie metaboliche e diabetologia, Medicina dello sport, Medicina e chirurgia di accettazione e di urgenza, Medicina fisica e riabilitazione, Medicina generale (Medici di famiglia), Medicina interna, Medicina legale, Medicina nucleare, Nefrologia, Neurologia, Oncologia, Pediatria, Radiodiagnostica
Infermieri

CREDITI FORMATIVI ECM: 10,5 crediti formativi


ISCRIZIONE: gratuita