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Letto per voi

I Nuovi Anticoagulanti Orali: indicazioni ed utilizzo nella pratica clinica

Autore/Coordinatore: Federico Nardi
Edizione: Minerva Medica Scientifica

Gli Autori di questo testo trattano l’argomento della terapia anticoagulante orale di nuova e vecchia generazione, spaziando da nozioni tecnico - scientifiche all’insegna dei più recenti trial clinici fino agli aspetti di pura utilità clinica. Vengono, così, illustrate la fisiologia della coagulazione e dell’emostasi, l’utilizzo e complicanze dei vecchi e dei nuovi anticoagulanti orali, la gestione dello switching tra le due generazioni anticoagulanti, la gestione delle complicanze emorragiche, il ruolo infermieristico nei confronti del paziente anticoagulato, il ruolo dell’imaging integrato nella stratificazione del rischio cardio - embolico, trucchi e suggerimenti per l’utilizzo dei NAO.

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Quanto sopra conducendo per mano il lettore attraverso i capitoli:

- FISIOLOGIA DELL’EMOSTASI E DELLA COAGULAZIONE

- EFFICACIA E RISCHIO EMORRAGICO DEI FARMACI ANTICOAGULANTI TRADIZIONALI: DAGLI STUDI CLINICI AL MONDO REALE

- TRATTAMENTO DEL TROMBOEMBOLISMO VENOSO: TERAPIE ATTUALI E PROSPETTIVE CON I NAO

- PROFILASSI DELLA TROMBOSI VENOSA PROFONDA E DELL’EMBOLIA POLMONARE NEL PAZIENTE ORTOPEDICO COMPLESSO

- PROFILASSI DELLA TROMBO EMBOLIA NELLA FIBRILLAZIONE ATRIALE E NELL’ABLAZIONE

- NUOVI ANTICOAGULANTI ORALI NELLE SINDROMI CORONARICHE ACUTE

- NAO: TIPS AND TRICKS - DALLA FARMACOLOGIA ALLA CLINICA E QUESTIONI IRRISOLTE

- GESTIONE DELLE COMPLICANZE EMORRAGICHE ACUTE NEI PAZIENTI IN TRATTAMENTO CON I NUOVI ANTICOAGULANTI ORALI

- APPROCCIO AL PAZIENTE IN TERAPIA ANTICOAGULANTE E GESTIONE DELLE COMPLICANZE EMORRAGICHE DAL PUNTO DI VISTA INFERMIERISTICO

- SWITCHING DA TAO A NAO

- RUOLO DELLA DIAGNOSTICA PER IMMAGINI NELLA STRATIFICAZIONE DEL RISCHIO TROMBO EMBOLICO NELLA FIBRILLAZIONE ATRIALE

Insomma un testo di rapida e facile consultazione nato dalla collaborazione ed integrazione multidisciplinare, dove poter reperire informazioni utili nella quotidiana gestione clinica dei nostri pazienti.

Dentro il camice bianco

Autore: Giuseppina Majani
Edizione: Medea

Partendo da lontano, anzi dagli antichi Greci con il trattato di Aristotele “Peri psiche” (intorno all’anima), dall’etimologia della parola stessa composta da psychè (spirito, anima) e da logos (discorso), fino a W. M. Wundt che iniziò a considerare la psicologia come scienza che studia la condotta dell’individuo, il primo superficiale approccio alla copertina del libro, potrebbe far apparire la stessa scollegata dalla realtà medica. 

MA, già dalle primissime pagine, ci accorgiamo di come l’apparentemente astratta psicologia di cui sopra, lasci il posto ad una disciplina ben più moderna, ad una scienza che studia rapporti tra esseri viventi e l’ambiente circostante, il tutto corredato da emozioni, aspettative, sentimenti vari, consapevolezza ed inconsapevolezza. Ecco, che senza accorgersene, ci troviamo avvolti e coinvolti in domande/questioni che ci siamo posti/ci poniamo/ci porremo come individui e come classe medica. Il tutto grazie alla sapiente maestria dell’autrice nell’osservazione diretta dei medici nel proprio ambiente lavorativo ed indiretta dai resoconti dei pazienti stessi.

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Così dal banale “perché vuoi fare il medico?” incorriamo in riflessioni dell’autrice che ci conduce per mano attraverso risposte più o meno di circostanza, portando il lettore a valutazioni scientifico-analitiche corredate da spunti di letteratura scientifica. Ed ecco scoprire come le motivazioni spaziano da fattori legati al controllo, al potere, all’acquisizione di competenze tecniche, passano attraverso elementi di compassione, di “mettersi al servizio degli altri” fino ad arrivare alla ricerca di evidenze scientifiche.

Ma quando pensiamo di aver raggiunto una sorta di effimera consapevolezza, l’autrice ci pone di fronte ad altri dubbi: “voglio fare il medico o fare medicina?”, “Essere docente o maestro?”… “Si è docenti a priori ma maestri solo a posteriori!” Ma tutto ciò non è asetticamente a prescindere dal paziente, infatti: “chi è il paziente?”. Come scrive l’autrice, sarebbe bello, e forse troppo semplice, potersi scegliere il paziente ideale! Ma ciò non è possibile! Si rischia, così, di dare il meglio od il peggio di sé stessi a seconda del tipo di paziente di fronte a noi (“…trucco e parrucco, scarsa igiene, maglioncini infeltriti, pieghe del viso,…”). Ma anche il paziente si trova davanti un medico che raramente ha scelto!

Infine viene trattata la comunicazione sia verbale che non verbale, di come il medico entrando nella camera del paziente chiede “… come va oggi?”, arrivando a domandarci circa la differenza tra informazione e comunicazione, ponendo l’attenzione sul non dare una notizia a prescindere dal feedback del paziente o dei familiari dello stesso.

Quanto sopra attraverso i capitoli:

- LE RAGIONI DI UNA SCELTA

- CHI SONO I TUOI MAESTRI

- CHE COSA SAI DI COME SEI

- CHI È IL PAZIENTE

- APRITI ALLE DIFFERENZE

- CURARE È ANCHE FATICA EMOZIONALE

- COMUNICARE

- L’ADERENZA ALLE PRESCRIZIONI

- LA NON ONNIPOTENZA

Pertanto a mio giudizio, questo testo rappresenta un valido strumento di riflessione ed autoanalisi che porta ad un arricchimento sia dell’anima che della scienza, fino al miglioramento della scelta terapeutica a favore dei nostri pazienti.

Dott. Federico Nardi

Terapia cardiochirurgica

Autori: Luigi Martinelli e Stefano Pelenghi
Edizione: Il Pensiero Scientifico Editore

Molto tempo è passato dal lontano 1896, anno in cui il professor Ludwing Rehn, applicando ben tre punti di sutura su una ferita da taglio in un cuore umano, fece vacillare la convinzione dell’allora mondo accademico il quale asseriva che “la natura avesse posto il cuore ben oltre i limiti della chirurgia”. 

Ma per assistere alle tecniche che permisero di operare all’interno di cavità cardiache bisognò attendere ancora qualche anno, quando: Alexis Carrel (premio Nobel nel 1912) elaborò la tecnica della sutura dei vasi sanguigni; Karl Landsteiner identificò i gruppi sanguigni consentendo l’inizio dell’era della trasfusione di sangue; Fernand Sauerbruch nel 1904, introducendo il metodo della “ventilazione a pressione negativa” permise ai polmoni di rimanere espansi nonostante l’apertura del torace e della pleura; Werner Forsmann, che nel 1929 si infilandosi un catetere nel braccio sinistro spingendolo fino al cuore mostrò al mondo il primo cateterismo cardiaco; ….

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Quindi, la storia ci insegna che dietro un intervento chirurgico si celano molteplici figure professionali che consentono al cardiochirurgo, di raggiungere il traguardo prefissato: la cura del paziente. Così come i tanti ingranaggi di un unico, complicato e meraviglioso, meccanismo permettono, con il loro instancabile lavoro, il suo funzionamento, anche la multidisciplinarietà e le diverse figure professionali consentono una migliore ed opportuna gestione del paziente cardiochirurgico stesso.

Anche per tale motivo, gli autori hanno suddiviso appropriatamente ed esaustivamente, il testo in capitoli e sotto-capitoli riuniti nelle tre fondamentali fasi della gestione del paziente stesso: la fase preoperatoria, la fase intraoperatoria e la fase postoperatoria. In ciascuna di queste fasi vengono descritte le competenze ed interazioni multidisciplinari conducendo per mano il lettore fino all’intervento chirurgico stesso attraverso la gestione di possibili complicanze, meccaniche, aritmiche, neurologiche, …, fino ad affrontare nell’ultima parte del testo i cosiddetti casi particolari, senza tralasciare i numerosi richiami alla letteratura scientifica più recente.

Gli autori argomentano con chiarezza espositiva le fasi pre-, intra- e post-operatoria attraverso i propri articolati e puntuali capitoli:

PARTE PRIMA. APPROCCIO DIAGNOSTICO

- ANAMNESI ED ESAME OBIETTIVO
- DIAGNOSI RADIOLOGICA
- DIAGNOSI CARDIOLOGICA NON INVASIVA
- CORONAROGRAFIA E CATETERISMO CARDIACO
- LA RISONANZA MAGNETICA CARDIACA

QUADRI CLINICI DI PARTICOLARE RILIEVO

- DISFUNZIONE VENTRICOLARE SINISTRA
- ENDOCARDITE
- APPROCCIO ALLE PRINCIPALI PATOLOGIE ASSOCIATE
- PATOLOGIE EMATOLOGICHE
- INSUFFICIENZA RENALE CRONICA
- INSUFFICIENZA EPATICA CRONICA
- INSUFFICIENZA RESPIRATORIA CRONICA
- PATOLOGIE ENDOCRINE
- DEFICIT COGNITIVI NEUROLOGICI
- NEOPLASIE
- PREGRESSO INTERVENTO CARDIOCHIRURGICO
- PREGRESSO TRAPIANTO D’ORGANO
- INTERVENTO COMBINATO
- ANTICOAGULAZIONE ED ANTIAGGREGAZIONE PREOPERATORIA
- IL RISCHIO OPERATORIO IN CARDIOCHIRURGIA
- IL RISCHIO OPERATORIO IN CARDIOCHIRURGIA: VALUTAZIONE E CONTENIMENTO

PARTE SECONDA. FASE INTRAOPERATORIA

- IL MONITORAGGIO INTRAOPERATORIO
- IL MONITORAGGIO METABOLICO DEL CUORE
- IL RUOLO DELL’ECOCARDIOGRAFIA TRANSESOFAGEA
- IL MONITORAGGIO E LA PROTEZIONE CEREBRALE
- L’INSUFFICIENZA RENALE CRONICA E L’EMODIALISI
- IL MONITORAGGIO DURANTE LA CEC
- LA PROTEZIONE MIOCARDICA
- LA GESTIONE EMOCOAGULATIVA
- LA TROMBOCITOPENIA EPARINO-INDOTTA
- L’EMOFILTRAZIONE INTRAOPERATORIA
- LO SVEZZAMENTO DALLA CEC NEL PAZIENTE CARDIOCHIRURGICO NON COMPLICATO
- CENNI DI TECNICA CHIRURGICA: ACCESSI CHIRURGICI AL CUORE E AI GROSSI VASI
- IL REINTERVENTO CARDIOCHIRURGICO
- IL PACING CARDIACO TEMPORANEO
- LO SVEZZAMENTO “DIFFICILE” DALLA CEC
- LA DISSECAZIONE AORTICA INTRAOPERATORIA
- EMBOLIA GASSOSA MASSIVA IN CEC
- IL TRASFERIMENTO DEL PAZIENTE IN TERAPIA INTENSIVA

PARTE TERZA. FASE POSTOPERATORIA

- IL MONITORAGGIO CLINICO E STRUMENTALE IN UNITÀ DI CURE INTENSIVE POSTOPERATORIE
- IL SUPPORTO RESPIRATORIO POSTOPERATORIO
- LA VENTILAZIONE MECCANICA NON INVASIVA
- IL TRATTAMENTO DELL’ARRESTO CARDIACO INTRAOSPEDALIERO
- IL MONITORAGGIO CLINICO E STRUMENTALE IN CORSIA DI DEGENZA
- LE ARITMIE POSTOPERATORIE
- IL CONTROLLO DEL DOLORE IN CARDIOCHIRURGIA
- LA FEBBRE POSTOPERATORIA: DIAGNOSI E TERAPIA
- APPROCCIO ALLE COMPLICANZE ACUTE POSTOPERATORIE: PROCESSO DIAGNOSTICOE COMPORTAMENTALE
- IL TRATTAMENTO DELL’INSUFFICIENZA RENALE ACUTA POSTOPERATORIA
- IL DANNO NEUROLOGICO POSTOPERATORIO IN CARDIOCHIRURGIA: DIAGNOSTICA E NEUROPROTEZIONE
- ICTUS CEREBRALE ISCHEMICO DOPO CHIRURGIA CARDIACA
- IL TAMPONAMENTO CARDIACO
- L’ISCHEMIA MIOCARDICA POSTOPERATORIA
- LE COMPLICANZE ADDOMINALI POSTOPERATORIE
- L’EMORRAGIA DIGESTIVA
- LA DISFAGIA OROFARINGEA NEI PAZIENTI SOTTOPOSTI A INTERVENTO CARDIOCHIRURGICO
- LA PANCREATITE ACUTA
- L’ISCHEMIA ACUTA DEGLI ARTI
- LA SINDROME POST-PERICARDIOTOMICA
- IL VERSAMENTO PLEURICO E IL PNEUMOTORACE POSTOPERATORIO
- LA GESTIONE DEI DRENAGGI TORACICI
- LA GESTIONE POSTOPERATORIA DELLE FERITE
- LA GESTIONE DEI DECUBITI POSTOPERATORI
- IL RUOLO DELLA FISIOTERAPIA RESPIRATORIA
- LA GESTIONE DELLA CANNULA TRACHEOTOMICA IN CARDIOCHIRURGIA
- LA BRONCOASPIRAZIONE
- IL RUOLO DELLA BONCOSCOPIA NEL PAZIENTE CARDIOCHIRURGICO
- LE URGENZE PSICHIATRICHE NEL PAZIENTE CARDIOCHIRURGICO
- LA TERAPIA ANTIAGGREGANTE DOPO L’INTERVENTO CARDIOCHIRURGICO
- L’UTILIZZO DEI FARMACI IN CORSO DI INSUFFICIENZA RENALE- LA TERAPIA ANTIBIOTICA IN CARDIOCHIRURGIA: NOTE GENERALI
- LA DIMISSIONE E IL FOLLOW-UP

PARTE QUARTA. CASI PARTICOLARI

- LE EMERGENZE CARDIOCHIRURGICHE
- IL TRAPIANTO DI CUORE
- IL TRAPIANTO DI POLMONE
- LE ASSISTENZE VENTRICOLARI
- LE CARDIOPATIE CONGENITE

Pertanto a mio giudizio questo testo rappresenta un valido strumento di consultazione e di approfondimento sia in campo clinico che chirurgico.

Web 2.0 e social media in medicina

Autore: Eugenio Santoro
Edizione: Il Pensiero Scientifico editore

La comunicazione ha modificato i propri mittenti/destinatari grazie all’evoluzione delle vie in cui si muove. Così dalle diligenze che portavano, a rischio di assalti, la posta nei paesi più o meno sperduti, si è arrivati al fenomeno di Internet sempre più evoluto e veloce al punto di connettere in tempo reale città, paesi, villaggi, case e persone ai capi estremi della terra. Oltre a comunicazioni personali, politiche, sociali, non potevano mancare argomentazioni medico-scientifiche per l’aggiornamento e l’interazione professionale condividendo esami e dati clinico-strumentali. 

L’autore argomenta con chiarezza espositiva le novità informatiche conducendo per mano il lettore a comprenderne l’utilizzo, le finalità e i possibili fruitori del “Web 2.0 e social media in medicina” elencando indici, motori di ricerca e link utili in campo medico, attraverso i propri capitoli:

- WEB 2.0

- LA TECNOLOGIA RSS E I FEED RSS

- I PODCAST

- I BLOG

- I WIKI

- I SOCIAL NETWORK

- LE ONLINE HEALTH COMMUNITIES

- I SISTEMI DI RATING DI MEDICI E OSPEDALI

- I PERSONAL HEALTH RECORD

- I SOCIAL NETWORK RIVOLTI AI MEDICI

- I SOCIAL NETWORK RIVOLTI AI RICERCATORI BIOMEDICI

- I SOCIAL MEDIA E MEDICINA

- IL WEB 3.0 E IL WEB DEL FUTURO

Pertanto a mio giudizio questo testo rappresenta un valido strumento di approfondimento per coloro che già conoscono la materia ed un valido ingresso per chi si affaccia al mondo informatico multimediale.

Dr Federico Nardi

Manuale per la gestione dell’arresto cardiaco

di Giovanna Geraci e Guerrino Zuin

Nella nostra vita professionale l’incontro con l’emergenza di un arresto cardiaco è sempre un momento di forte impatto emotivo, poco importa che si sia freschi di laurea o professionisti navigati. Per questo, come è esperienza comune a tutti gli operatori coinvolti, l’organizzazione preventiva della gestione dell’emergenza assume una grande importanza nel determinare la riuscita di una rianimazione cardiopolmonare e l’outcome del paziente. L’arresto cardiaco è peraltro un evento di grande rilievo epidemiologico, ancora oggi gravato da enorme eterogeneità di gestione e dunque di risultati. In questo contesto la formazione del personale che deve rispondere quanto più prontamente possibile all’emergenza è uno dei cardini a garanzia di una risposta efficace. Il manuale messo a punto da Mauro Mennuni si offre proprio come strumento di facile fruibilità per tutti gli operatori sanitari (medici ed infermieri) coinvolti nella gestione dell’arresto cardiaco. Il volume è davvero di grande pregio: parte dagli assunti di letteratura, ma approfondisce ogni aspetto della gestione dell’arresto cardiaco, a partire dall’importanza che il soccorritore deve riservare fin dall’inizio alla sicurezza, propria e degli astanti, passando per descrizioni tecniche di strumenti da utilizzare e protocolli da seguire, per chiudere con una meritevole riflessione su aspetti spesso dimenticati e invece di grande rilievo in questo contesto, quelli che riguardano l’etica e la comunicazione del lutto. Uno dei pregi principali del testo è quello di essere molto dettagliato senza perdere in semplicità nell’approccio da parte del lettore, la cui attenzione viene “catturata” da illustrazioni ricche e chiare, da una suddivisione dei capitoli in paragrafi che ben definiscono i temi, da box di “alert” che in poche righe riassumono i dictat e i divieti assoluti da rispettare durante le manovre di rianimazione cardiopolmonare per giungere ai migliori risultati. Sono passate in rassegna metodiche da utilizzare (reperimento degli accessi venosi, modalità di ventilazione, uso del monitoraggio ecografico e dei defibrillatori), flow-chart da seguire, condizioni cliniche particolari in cui le vittime possono trovarsi e che i soccorritori devono rapidamente saper riconoscere ed affrontare. Non mancano ampie sezioni dedicate alla organizzazione dell’emergenza: dal riepilogo di ciò che è necessario tenere nello strumentario dell’emergenza, all’assegnazione dei compiti a chi l’emergenza deve affrontare, al rilievo del ruolo di ogni singolo attore coinvolto. Il tutto allo scopo di razionalizzare le risorse umane sfruttandone tutte le capacità e valorizzando il lavoro di squadra. Attenzione particolare è dedicata alle fasi di riflessione da parte del team al termine di una rianimazione: il debriefing, un momento in cui fermarsi e interrogarsi su ciò che durante il soccorso ha funzionato o meno, prezioso a comprendere dove si è sbagliato e come ci si può migliorare. Ricco di immagini e tabelle riassuntive di facile consultazione, aggiornato e puntuale nella descrizione delle conoscenze, il “Manuale dell’arresto cardiaco” è dunque un testo completo e fruibile, che può essere di grande ausilio alla formazione continua in tema di rianimazione cardiopolmonare.

Buona lettura!

 

Manuale per la gestione dell’arresto cardiaco