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Andamento delle nuove diagnosi di Fibrillazione Atriale dopo la commercializzazione di uno smartwatch con funzione di diagnostica elettrocardiografica.

Zimerman A, Sheridan B, Cooke S, Jena AB. Trends in New Diagnoses of Atrial Fibrillation After Release of an ECG-Capable Smartwatch. Circulation. 2020 Aug 25;142(8):814-816. doi: 10.1161/CIRCULATIONAHA.119.045562. Epub 2020 Aug 24. PMID: 32833515; PMCID: PMC7450486.

Recensione e approfondimento a cura di Filippo Zilio*
*Co-chairperson Area Giovani ANMCO

Messaggi chiave

  • È stata dimostrata dall’“Apple Heart Study” la capacità di riconoscere la fibrillazione atriale da parte di un’App dedicata per smartphone, con un valore predittivo positivo dell’84%.
  • Coerentemente con il fatto che nello studio in oggetto solo lo 0.52% dei partecipanti aveva ricevuto una notifica di ritmo irregolare, tuttavia, non si è assistito ad un incremento significativo delle nuove diagnosi di fibrillazione atriale nel primo anno dopo la commercializzazione dell’App; non è stato identificato un incremento neppure stratificando la popolazione per fattori rilevanti nell’accesso alla nuova tecnologia quali età o condizione economica stimata su base geografica.
  • Tra le possibili spiegazioni del mancato incremento, va segnalata la limitata diffusione dell’App tra i possessori dello smartwatch, la non ottimale specificità dell’algoritmo, la limitata capacità confirmatoria di un successivo ECG ambulatoriale nella FA parossistica.
  • Tra le limitazioni dello studio va rilevato che il periodo di follow up è stato limitato ai primi 12 mesi dopo il lancio dell’applicazione.

Nella “research letter”, pubblicata su Circulation (2020 Aug 25;142(8):814-816), gli autori hanno studiato la possibile correlazione tra nuove diagnosi di FA e commercializzazione di un’app in grado di derivare una traccia ECG tramite un dispositivo “wearable” molto diffuso, lo smartwatch.
A partire dal 6 dicembre 2018 è disponibile un algoritmo per la diagnosi di fibrillazione atriale tramite uno smartwatch [1]. Considerata la diffusione del dispositivo con cui può essere utilizzata questa applicazione (53.2 milioni di vendite nel mondo nel 2018-2019 [2]), era stato previsto un incremento importante delle diagnosi di FA.
Per verificare questa ipotesi, gli autori dell’articolo hanno confrontato il numero di visite ambulatoriali per FA in soggetti di età superiore a 20 anni in un database elettronico americano, nel periodo precedente (3 mesi) e successivo (un anno) al lancio del software (estendendo il confronto anche ai 2 anni precedenti per valutare eventuali differenze stagionali). Sono poi stati analizzati sottogruppi distinti per età (>40 vs Dalla valutazione di oltre 61 milioni di visite, è emersa una differenza complessivamente non significativa nelle diagnosi di FA (0.39% nei mesi precedenti, 0.41% nei mesi successivi al lancio del dispositivo, coerenti con i valori di 0.36% e 0.39% riscontrati negli anni precedenti).
Analogamente, non sono state riscontrate differenze significative nei sottogruppi distinti per età o per reddito medio dell’area geografica.
Anche escludendo il periodo di arruolamento dello studio Apple Heart i risultati non erano modificati. Bisogna infatti ricordare che lo studio Apple Heart aveva coinvolto oltre 400000 partecipanti nell’arco di 8 mesi, ed aveva dimostrato la capacità dello smartwatch di riconoscere la fibrillazione atriale, con un valore predittivo positivo dell’84% [3].
L’articolo dunque conclude che il temuto eccesso di diagnosi di FA a seguito della diffusione dell’algoritmo per smartwatch non si è verificato, almeno nei primi 12 mesi dal lancio dell’app. Tra le spiegazioni possibili, sono citati la scarsa diffusione dell’app tra i possessori dello smartwatch (l’app deve essere attivata manualmente [1]), la limitata specificità dell’algoritmo (poco efficace soprattutto in caso di elevata frequenza cardiaca), un elevato tasso di falsi positivi in una popolazione a basso rischio, la limitata capacità confirmatoria di un ECG ambulatoriale in caso di FA parossistica, o un effetto limitato a un segmento limitato della popolazione.
I dati dell’Apple Heart Study potrebbero essere compatibili con quest’ultima ipotesi: in effetti, solo lo 0.52% dei partecipanti aveva ricevuto una notifica di ritmo irregolare [3)].
Tra le limitazioni dello studio vanno comunque segnalati la limitatezza dell’analisi rispetto al totale delle visite ambulatoriali, il periodo di follow up limitato ai primi 12 mesi dopo il lancio dell’app, e la possibilità che la diagnosi di FA sia fatta già a livello individuale grazie alla derivazione ECG ricavabile dallo smartwatch.

Bibliografia
1. Apple Inc. Using Apple Watch for arrhythmia detection. December 2018. https://www.apple.com/healthcare/docs/site/Apple_Watch_Arrhythmia_Detection.pdf. Accessed March 10, 2020.
2. Mawston N. Strategy analytics: Apple Watch outsells entire Swiss watch industry in 2019. February 5, 2020. https://www.strategyanalytics.com/access-services/devices/wearables/reports/report-detail/apple-watch-outsells-entire-swiss-watch-industry-in-2019. Accessed March 1, 2020.
3. Perez MV, Mahaffey KW, Hedlin H, Rumsfeld JS, Garcia A, Ferris T, Balasubramanian V, Russo AM, Rajmane A, Cheung L, et al; Apple Heart Study Investigators. Large-scale assessment of a smartwatch to identify atrial fibrillation. N Engl J Med. 2019;381:1909–1917. doi: 10.1056/NEJMoa1901183


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