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Corso patrocinato ANMCO: La frequenza cardiaca come minimo comune denominatore tra cardiopatia ischemica e scompenso cardiaco

Le malattie cardiovascolari risultano tra le principali cause di morte nel mondo occidentale e la loro prevalenza, unita alla loro morbilità, rappresenta una sfida costante per il Sistema Sanitario dei nostri paesi. Anche per tali ragioni, la ricerca scientifica ha sempre messo in campo numerosi  investimenti nel panorama delle malattie cardiache. Questo fa della Cardiologia una specializzazione medica dove le novità farmacologiche e diagnostico-strumentali vengono proposte, pressoché a gettito continuo, da diversi anni. La gestione dei pazienti ad elevato rischio cardiovascolare rappresenta, ad oggi, un modello di lavoro integrato tra gli specialisti, dove lo scambio di informazioni ed il coordinamento delle figure coinvolte è fondamentale per ottimizzare i risultati terapeutici  ed utilizzare in modo razionale le risorse disponibili. Il corso si propone di valutare il parametro frequenza cardiaca, che sta assumendo un ruolo sempre più importante nella valutazione della qualità di vita, sia del paziente ischemico  che del paziente scompensato.

ANMCO, insieme a GISE e GICR, ha stilato un documento condiviso, nel quale la frequenza cardiaca risulta uno dei parametri da valutare alla dimissione nel paziente coronaropatico cronico, mentre le linee guida ESC sullo scompenso cardiaco hanno inserito la frequenza cardiaca tra i fattori predittivi di mortalità. Partendo da questi presupposti, è importante oggi  confrontare il ruolo della frequenza cardiaca nella cardiopatia ischemica e nello scompenso cardiaco e quanto questo parametro sia preso in considerazione dai cardiologi della regione Emilia Romagna.