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Fibrillazione atriale

Buongiorno egregio dottore ci siamo appena sentiti per eventuale ablazione.Tengo appunto come lei mi chiede i miei dati.Io ho 41 anni sport di resistenza ciclismo e nessuna patoligia da lei menzionata.Quindi sono un po affranto nel dover smettere attivita agonistica come consigliata dal mio cardiologo di riferimento.Cioè detraining e ripresa degli allenamenti ma non piu intensi cosi la mia fap avrebbe la possibilità di svanire.Chiedo anche se la mia ipertrofia concentrica ed i miei atrii moderatamente dilatati smettendo l'attività si ridimensionassero tormando sostanzialmente più piccoli.Se invece optassi per ablazione avrei una buona possibilità di riuscita? Il mio cuore si "ingrandirebbe" ancora potrei riprendere in sostanza agonismo senza magari nel tempo peggiorare la situazione anche se l'intervento fosse riuscito? La ringrazio buona giornata.

Risposta

le modificazioni anatomiche legato allo sport sono evidenti e si mantengono, a volte anche dopo il termine dell'attività agonistica. Il fatto è che non è obbligatorio che lei faccia attività sportiva di alto livello e che metta a rischio la sua salute, con le conseguenze personali e anche a carico della collettività che dovrebbe preoccuparsi di garantirle delle cure per un'attività esclusivamente ricreativa. L'ablazione non la mette al riparo da eventuali recidive, se persistono le cause "favorenti". L'ablazione è una procedura invasiva, che prevede la puntura del setto interatriale e la erogazione di energia (radiofrequenza o freddo)in almeno 4 siti dell'atrio sinistro. Le complicazioni sono % basse ma esistono. Non ha senso correre dei rischi per curare una condizione legata ad una sua scelta di vita opzionale. Differente il caso in cui lei, facendo una normale attività fisica e lavorativa, soffrisse di frequenti episodi di fibrillazione atriale. In ogni caso, un tentativo farmacologico andrebbe sempre fatto, anche nel suo caso. Il suo cardiologo le ha dato il consiglio corretto, da un punto di vista anche etico.