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Corso ANMCO di Formazione a Distanza “LA LETTERA DI DIMISSIONE NEL PAZIENTE CON EMBOLIA POLMONARE E IL CORRETTO FOLLOW-UP AMBULATORIALE”

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PERIODO SVOLGIMENTO: 14 dicembre 2020

RAZIONALE:
La malattia tromboembolica venosa o tromboembolismo venoso (TEV) è una delle patologie più comuni del sistema circolatorio. Nei paesi occidentali si calcola sia la terza malattia cardiovascolare più frequente dopo la cardiopatia ischemica e l’ictus, con un caso ogni 1.000 abitanti per anno. I quadri clinici principali del TEV sono, dunque, la trombosi venosa profonda (TVP) e l’embolia polmonare (EP). Nella grande maggioranza dei casi (90) l’EP è causata da una TVP. In una non trascurabile percentuale dei casi, la prima è clinicamente silente e la morte improvvisa per EP può essere la prima ed unica manifestazione del TEV. L’EP può manifestarsi clinicamente con quadri clinici a diverso rischio di mortalità in fase acuta, in rapporto alla compromissione emodinamica che ne deriva ed alla comorbidità del paziente. Per questo motivo, spesso i pazienti vengono ricoverati non solo in ambiente cardiologico e trattati da specialisti diversi, talora con approcci eterogenei. Inoltre, il follow-up a lungo termine dei pazienti con pregressa EP è di particolare importanza, per il rischio di sviluppare nuove temibili complicanze, ad esempio l’ipertensione polmonare cronica tromboembolica (IPCTE). L’Associazione dei Cardiologi Ospedalieri italiani (ANMCO), ha pubblicato nel 2016 un documento di consenso con lo scopo di definire gli standard di follow-up per questi pazienti, come l’esecuzione di uno screening trombofilico, di ecocardiogramma transtoracico alla dimissione per la valutazione di possibile ipertensione polmonare e se presente, la sua ripetizione a tre e sei mesi. Per quanto riguarda l’imaging, gli autori consigliano la scintigrafia polmonare tre mesi dopo l’evento in caso di persistenza di sintomatologia respiratoria o segni ecografici diretti o indiretti di ipertensione polmonare, mentre viene sconsigliato l’uso seriale di angioTC o angioRMN. Viene inoltre suggerita una terapia anticoagulante prolungata qualora l’embolia polmonare sia stata di natura idiopatica, specie nei pazienti ritenuti a basso rischio emorragico. Infine, viene auspicata la presenza territoriale di team multidisciplinari che possano aiutare i medici di medicina generale nel follow-up dei pazienti con pregressa EP, sia isolata che con associata ipertensione polmonare. Tali team dovrebbero prevedere la figura di un cardiologo, di un internista e di uno specialista nel campo delle malattie trombotiche e del monitoraggio delle terapie anticoagulanti. Tali raccomandazioni spiegano quanto siano importanti le informazioni contenute nella lettera di dimissione e la necessità che la stessa venga completata secondo uno standard unico e condiviso. Ciò costituisce la base per la qualità e la continuità delle cure. Tuttavia, le informazioni contenute nella lettera di dimissione sono spesso incomplete e carenti in dettagli rilevanti. L’ANMCO ha pubblicato a luglio 2020 un lavoro scientifico sulla stesura della lettera di dimissione ospedaliera dopo EP che contiene le informazioni principali e necessarie per la corretta pianificazione dei servizi post-ricovero, al fine di garantire una rapida, sicura e agevole transizione dall’ospedale al domicilio o ad altro ambiente di assistenza.

RESPONSABILE SCIENTIFICO: Marco Vatrano

Programma

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OBIETTIVO FORMATIVO: Obiettivo del webinar è di analizzare l’evoluzione della riorganizzazione del sistema sanitario sotto i molteplici punti di vista (patologie e operatori sanitari).

DESTINATARI DELL’ATTIVITÀ FORMATIVA:
Medici chirurghi

Discipline mediche accreditate: Cardiochirurgia, Cardiologia, Geriatria, Medicina e Chirurgia di Accettazione e di Urgenza, Medicina generale (medici di famiglia), Medicina Interna, Oncologia
Infermieri

CREDITI FORMATIVI ECM:
1,5

ISCRIZIONE: gratuita